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Videoconferenza: Legalità e antimafia

 

Videoconferenza: Legalità e antimafia 2

 

Nell’ambito del progetto “le lotte civili contro le mafie : i  beni confiscati“ in collaborazione con il CPL di Cremona  e SPI CGIL ,il 16/12/20  ottanta studenti delle classi terze del Liceo Economico sociale  S.Anguissola hanno partecipato alla   videoconferenza  con Elena Simeti , responsabile della libera masseria di Cisliano e Ciro Corona , fondatore e presidente dell’Associazione Resistenza Anticamorra, moderatore Alessio Maganuco  ( SPI CGIL)

L’incontro ha restituito la forza di una narrazione in prima persona , di chi ha cambiato la propria vita e il proprio destino  senza sentirsi eroe , ma con  un agire quotidiano diretto a rompere con una realtà  di violenza e sopraffazione  costruita  dalle organizzazioni mafiose.

Storie che simbolicamente hanno attraversato l’Italia dal nord  della periferia milanese al sud  del quartiere simbolo di una Napoli persa e degradata . 

Elena Simeti , con l’aiuto di una importante testimonianza di un giovane Nelli che racconta la sua rinascita nella Masseria, ha ripercorso le difficoltà che hanno dovuto affrontare ( ancora oggi non c’è una assegnazione definitiva ) non solo burocratiche nella gestione del bene confiscato alla famiglia Valle nel 2014 . Oggi la masseria è diventata un luogo di accoglienza per famiglie o singoli che necessitano temporaneamente di una casa , di aggregazione per la comunità  e per giovani che trovano un nuovo ruolo e come dice il giovane volontario Nelli “ una famiglia  dove imparo perchè la scuola mi stava stretta “.

I progetti di un bar ( presidio legale là dove prima la mafia costruiva le sue relazioni)  e di uno sportello antimafia con l’obiettivo di ricostruire relazioni di fiducia sono il segnale che la storia della masseria continua in un movimento ininterrotto per creare sempre nuovi strumenti di lotta civile .

Ciro Corona , fondatore della associazione “officina delle  culture “ racconta una Scampia  diversa da quella vista nelle fiction tv , inizia dalla sua vita di bambino in palazzi alti 13 piani e abitati da 140 famiglie per ogni lato ,un quartiere con i numeri di una piccola città. 

Una città costruita in verticale con il nulla attorno , in quel vuoto la camorra mette le radici e inizia il suo controllo del territorio togliendo la libertà e sostituendosi allo stato  . La storia drammatica di chi ha vissuto  la propria trasformazione fino ad abituarsi all’idea della morte, perché era normale trovare tossicodipendenti morti di overdose negli androni dei palazzi, si trasforma in una storia di battaglie che partono dalla ricerca di un bene confiscato da gestire per dare un segnale di cambiamento . 

Il bene è un fondo agricolo , ma è anche una sfida continua , fatta di isolamento , di intimazioni ,di  minacciose tombe con le croci fatte nella terra alle quali Ciro Corona e i volontari della sua associazione rispondono puntualmente e con determinazione  in un braccio di ferro con la camorra continuo. 

Al termine la consapevolezza è che il bene confiscato appartiene alla gente , al territorio che deve riappropriarsene svuotandolo della valenza simbolica che racconta il potere ed il controllo sul territorio delle mafie . 

Messaggio che arriva diretto agli studenti che intervengono con riflessioni e domande  e con la consapevolezza che conoscere queste realtà implica una nuova consapevolezza e come ha ricordato Elena nel suo intervento  “con questa videoconferenza i vostri insegnanti vi hanno fregato adesso dovete scegliere da che parte stare” . 

Il progetto è  iniziato ,  Scampia e Cisliano sono solo  un punto di partenza. 

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