Uda scuola primaria

Obiettivi:

-prevenire e combattere la violenza di genere partendo dai bambini e diffondere la consapevolezza di un’identità;

-promuovere il rispetto reciproco;

-sensibilizzare ed educare le nuove generazioni per prevenire fenomeni di violenza, aggressività e bullismo;

-favorire relazioni interpersonali attraverso un ambiente accogliente e inclusivo;

- educare ai sentimenti e alle emozioni.

Materiale e fonti

“ Il Manifesto della comunicazione non ostile »;

 “Sono una ragazza!” di Yasmeen Ismail, ed. Sottosopra (Giralangolo) »;

 “Fiabe in rosso” di Lorenzo Naia e Roberta Rossetti, VerbaVolant edizioni »;

“Quante tante donne. Le pari opportunità raccontate ai bambini” di Anna Sarfatti, Mondadori »;

“La dichiarazione dei diritti delle femmine” di Elisabeth Brami e Estelle Billon-Spagnol, ed. Lo Stampatello »;

“La dichiarazione dei diritti dei maschi” di Elisabeth Brami e Estelle Billon-Spagnol, ed. Lo Stampatello.

Contenuti

  • Cosa è una fiaba e le sue caratteristiche;

analisi dei personaggi e degli stereotipi.

ATTIVITA’ E TEMPI DI LAVORO-primo incontro 

  • Un alunno del Liceo Anguissola scrive alla lavagna le parole femminuccia e maschiaccio e utilizzando il di brain storming invita i bambini e le bambine a dire tutto quello che queste due parole fanno venire loro in mente, quando le hanno sentite pronunciare, da chi, per esprimere cosa, se le hanno mai usate nei confronti di qualcuno. 
  • Dopo aver raccolto le prime impressioni l’insegnante chiede ai bambini e alle bambine se ci sono altre parole o espressioni che vengono usate nei confronti delle bambine o di ragazze più grandi (sorelle, cugine, amiche) che a loro non piacciono e per quale motivo. 
  • Insieme leggono e poi commentano “Sono una ragazza!”. 
  • L’insegnante divide i bambini e le bambine in piccoli gruppi e li invita a scrivere su due colonne le caratteristiche/differenze tra maschi e femmine. 
  • I gruppi condividono le loro liste e l’insegnante li aiuta a comprendere che essere diversi non significa avere meno opportunità e meno diritti e nessuno può decidere al posto tuo: niente è scritto per sempre, neanche le fiabe, a cui possiamo riscrivere il finale. 
  • Ritornando all’esercizio iniziale l’insegnante aiuta i bambini e le bambine a comprendere che il mondo si può cambiare anche attraverso le parole e presenta loro il Manifesto della comunicazione non ostile. 
  • Aiutati dagli alunni del Liceo e divisi in piccoli gruppi, i bambini devono fare una lista di nomi di mestieri o di funzioni che un tempo non venivano declinati al femminile, perché di fatto non venivano praticati dalle donne, ma che oggi possono e devono venir usati applicando il genere corretto se riferiti a una donna o a una ragazza;  condivisione del lavoro prodotto con gli altri gruppi  

ATTIVITA’ secondo incontro (2 ore)

LETTURA DI ALCUNE FIABE SCELTE

RICOSTRUZIONE DELLA FABULA E DELL’INTRECCIO

DISEGNARE LA SEQUENZA DELLA STORIA (STORYTELLING)

  • riscrivere il finale di una fiaba classica.

ATTIVITA’ terzo incontro (2 ore)

visione video + realizzazione di un segnalibro con immagini/frasi inerenti le emozioni…rispetto, pari opportunità…amore  

MODALITA’ FORMATIVE

LETTURA ANIMATA A CURA DELL’INSEGNANTE

CONFRONTO TRA GLI STUDENTI